La prima cosa di cui si accorse era che faceva fatica a mettere a fuoco la vista.‭ ‬L’ambiente che lo circondava era molto scuro e rischiarato debolmente per pochi metri attorno a lui da una luce grigia e cinerea,‭ ‬che rendeva tutto piatto e privo di colore.‭ ‬In effetti ovunque volgesse lo sguardo non riusciva a scorgere nulla,‭ ‬nemmeno all’orizzonte.‭ ‬Non distingueva alcun profilo che potesse suggerire qualche altura in lontananza.‭ ‬Volse la testa verso l’alto ma con il medesimo risultato,‭ ‬solo quel tenue chiarore grigiastro che sembrava‭ ‬quasi seguisse il suo sguardo.‭ ‬Non era impaurito ma solamente stupito,‭ ‬non riusciva a capire dove si trovasse‭ ‬né come ci fosse arrivato.‭ ‬Continuò per parecchi secondi a guardarsi tutt’attorno cercando di cogliere qualche cosa di diverso,‭ ‬qualche punto di riferimento,‭ ‬ma senza successo.‭ ‬Si rese conto di non provare‭ ‬né caldo‭ ‬né freddo,‭ ‬era in un ambiente perfettamente confortevole.‭ ‬Non sapeva da quanto tempo si trovasse in quel luogo,‭ ‬aveva appena preso coscienza di esserci ma non provava ne fame‭ ‬e sete quindi non doveva essere‭ ‬lì da molto tempo.‭ ‬Si grattò la testa come per costringersi a pensare e decise che era meglio non allontanarsi e sedersi un attimo a riflettere.‭ ‬Si accovacciò a terra a gambe incrociate e sfiorò il terreno con le mani Era perfettamente liscio e privo di asperità,‭ ‬quasi che fosse un pavimento ma con una consistenza leggermente gommosa anche se molto rigida.‭ ‬Non trasmetteva alcuna sensazione al tatto,‭ ‬nemmeno riusciva a distinguere una diversa temperatura.‭ ‬Era in perfetto equilibrio termico con il resto dell’ambiente.‭ ‬Decise di allungare le braccia appoggiandosi all’indietro e allungando le gambe davanti a se.‭ ‬Si guardò ancora una volta attorno,‭ ‬ma nulla era cambiato.‭ ‬Doveva ragionare e cercare di capire dove si trovasse,‭ ‬ma nonostante gli‭ ‬sforzi non riusciva riconoscere il luogo.‭ ‬Guardò il braccio appoggiato a terra e si accorse che non aveva l‭’‬orologio.‭ “‬Dove era finito‭ ?”‬.‭ ‬Era un regalo di sua moglie per il suo cinquantesimo compleanno ed era ormai dieci anni che lo indossava orgogliosamente.‭ ‬Era un bell‭’‬orologio in stile antico aeronautico,‭ ‬come quelli degli anni‭ ‬30‭ ‬ma automatico,‭ ‬un pezzo di valore che attirava sempre lo sguardo dei colleghi al lavoro.‭ ‬Di colpo si tastò il petto sotto la giacca,‭ “‬che lo avessero picchiato e quindi derubato‭ ?”‬.‭ ‬Anche il portafoglio era scomparso.‭ ‬Passò velocemente in rassegna tutte le tasche ma non trovò nulla.‭ “‬Si,‭ ‬doveva essere così‭”‬ era stato derubato e probabilmente drogato,‭ ‬per questo non capiva dove fosse o come ci fosse giunto.‭ ‬Gli montò una feroce‭ ‬rabbia contro i presunti‭ ‬aggressori che‭ “‬avevano osato derubarlo di un così prezioso ricordo‭”‬,‭ “‬che siate maledetti tutti quanti‭!” ‬gridò nella sua mente.‭ ‬Doveva denunciare il furto il prima possibile,‭ ‬i responsabili dovevano essere presi e puniti.‭ ‬Quando era successo‭ ? ‬Aveva uno sfocato ricordo di dove i si trovasse in precedenza,‭ ‬gli sembrava che avesse a che fare con il lavoro,‭ ‬era appena uscito dal lavoro e si stava dirigendo a prendere la sua automobile dall‭’‬altro lato della strada.‭ ‬Quel giorno era giunto in ufficio con un‭ ‬po‭’‬ di ritardo a causa dei lavori e del traffico e il parcheggio interno era ormai pieno costringendolo a lasciare l‭’‬automobile all‭’‬esterno,‭ ‬in strada.‭ ‬Però i dettagli erano confusi,‭ ‬non era certo che questo fosse l‭’‬ultimo ricordo.‭ “‬Sarà l‭’‬effetto della droga‭”‬ pensò,‭ “‬non mi sono ancora ripreso del tutto‭”‬.‭ ‬Decise di restare tranquillo ancora per qualche minuto cercando di riprendersi il più possibile.‭ ‬Chiuse gli occhi e fece un grosso respiro esalando l‭’‬aria lentamente e di colpo spalancò gli occhi spaventato.‭ “‬COME MI CHIAMO‭ ?”‬ si domandò allarmato di non ricordarsi il suo nome.‭ “‬Dunque,‭ ‬dunque,‭ ‬calmiamoci…‭”‬ pensò cercando di riprendersi dallo spavento.‭ “‬allora,‭ ‬io sono…‭ ‬io sono…‭”‬ ma una totale nebbia mentale sembrava avvolgerlo come una pesante coperta,‭ ‬poteva anche sentirne il peso sulla testa.‭ ‬Cominciò a darsi dei colpi in testa con il palmo della mano pensando avrebbero potuto schiarirgli le idee,‭ ‬ma non successe nulla.‭ ‬Il suo nome era svanito,‭ ‬come l‭’‬orologio ed il portafoglio.‭ ‬Se almeno avesse avuto il portafoglio avrebbe potuto dare una occhiata ai documenti e ricordarsi di chi fosse.‭ ‬Ma così non era.‭ “‬Dannazione,‭ ‬dannazione…‭”‬ cominciò a schiumare di rabbia con se stesso,‭ “‬Come è possibile che non mi ricordo il mio nome‭?”‬ cercò di pensare più intensamente più e più volte.‭ ‬Si rialzò di scatto in piedi sperando di schiarirsi la mente.‭ ‬Proprio non riusciva a capacitarsi di cosa fosse successo,‭ ‬dovevano avergli dato una droga molto pesante per avere quegli effetti.‭ ‬Ma non si sentiva strano,‭ ‬era perfettamente lucido e non aveva mal di testa o lo stomaco sottosopra o qualche altro sintomo.‭ ‬Non che avesse esperienza di droghe,‭ ‬mai fatto uso in vita sua,‭ ‬ma aveva letto e visto in tv testimonianze che raccontavano di questi effetti collaterali.‭ ‬Lui semplicemente non ricordava.‭ ‬Eppure ricordava di avere una moglie,‭ “‬si chiama…‭”‬ buio assoluto,‭ ‬anche il nome di sua moglie gli era precluso.‭ “‬Come era possibile‭ ?”‬,‭ “‬Lei è così,‭ ‬così…‭”‬.‭ ‬Cercò di visualizzare l‭’‬immagine del volto di sua moglie ma una serie di forme indefinite si affastellarono nella sua mente senza nessun volto chiaro e definito.‭ ‬Erano tutte forme immateriali,‭ ‬evanescenti che cambiavano continuamente forma,‭ ‬non riusciva assolutamente a ricordare il volto di sua moglie.‭ ‬Cominciò a crescere in lui una sensazione di paura salirgli dalla bocca dello stomaco,‭ ‬era stordito,‭ ‬non poteva credere di non ricordarsi le cose più ovvie.‭ ‬Era forse malato‭ ? ‬Stava forse sognando‭ ? ‬Era tutto questo solo un terribile incubo‭ ? ‬Si diede un pizzicotto su un braccio e sorprendentemente non sentì nulla.‭ ‬Voltò lo sguardo‭ ‬stupefatto verso il punto del braccio che aveva pizzicato e lo fece di nuovo con maggior vigore.‭ ‬Niente,‭ ‬non sentiva niente.‭ ‬Possibile che la droga avesse anche un effetto anestetico‭ ? “‬Cerchiamo di essere razionali‭”‬ si disse,‭ “‬facciamo il punto.‭ ‬Non ricordo chi sono‭ ‬né come sono arrivato qui e nemmeno dove mi trovo e non ricordo neanche l‭’‬aspetto di mia moglie.‭ ‬Ma fisicamente mi sembra di essere in buona salute e di non avere subito traumi fisici.‭ ‬Sono senza documenti e beni personali ma per il momento non ho ne fame‭ ‬e sete.‭”‬ Si sentì per un attimo meglio,‭ ‬in fondo poteva ancora ragionare in maniera lucida e questo gli dava la speranza di poter trovare una soluzione.‭ ‬Decise di provare a muoversi per vedere di trovare qualche riferimento,‭ ‬qualche cosa che gli facesse capire dove si trovasse e come uscirne.‭ ‬Una direzione valeva un‭’‬altra pertanto si disse‭ “‬camminerò con un percorso a spirale,‭ ‬sessanta passi davanti a me e poi farò una svolta di novanta gradi a sinistra e camminerò per centoventi passi e così via aumentando ogni volta di sessanta passi.‭”‬ andando a descrivere un percorso a spirale che si allontanava sempre più dal centro di partenza.‭ ‬Avevo letto da qualche parte di questa‭ ‬strategia che era utilizzata per la ricerca dei sopravvissuti e dispersi.‭ “‬Si‭”‬ disse fra se‭ “‬farò così‭”‬ e si incamminò cominciando a contare i passi.‭ “‬Dunque se faccio un passo ogni secondo conto fino a sessanta e poi svolto a sinistra‭”‬.‭ ‬Contò fino a sessanta e si rese conto di non avere neanche il fiatone,‭ ‬ma prima di svoltare e ripartire si guardò attorno per vedere se fosse cambiato il panorama.‭ ‬Nessuna differenza,‭ ‬solo quella onnipresente luce grigia a rischiarare debolmente un ambiento totalmente scuro.‭ ‬Si voltò a sinistra di novanta gradi e riprese a camminare per il doppio dei passi.‭ ‬Improvvisamente si rese conto di non avere provato ad ascoltare se si udisse qualche suono o qualche rumore in lontananza e provò ad aguzzare l‭’‬udito.‭ ‬Ma dopo qualche istante si rese conto di non sentire assolutamente nulla,‭ ‬nessun suono,‭ ‬nessun rumore.‭ ‬Non un animale,‭ ‬non il rumore del traffico,‭ ‬non un aereo in lontananza,‭ ‬nemmeno un insetto,‭ ‬una mosca…‭ “‬Molto strano‭”‬ pensò‭ “‬non sarò per caso diventato sordo‭ ?”‬.‭ ‬Batté le mani e non sentì alcuno schiocco.‭ ‬Riprovò con più vigore ma non sentì nulla.‭ “‬Allora sono davvero diventato sordo‭ ?”‬ si preoccupò immediatamente.‭ ‬La paura tornò di nuovo a farsi sentire,‭ ‬ora la situazione stava diventando preoccupante.‭ ‬Si rese conto di essere sordo e cieco anche se non provava alcuna sensazione particolare,‭ ‬ma l‭’‬effetto era quello.‭ ‬Attorno a se non riusciva a distinguere nulla,‭ ‬non aveva riferimenti e sembrava che non riuscisse a mettere a fuoco le immagini.‭ ‬Provò a gridare a squarciagola‭ ‬“Aiuto,‭ ‬aiuto…‭”‬ ma non riuscì ad udire le sue stesse parole.‭ ‬Dimentico della strategia di ricerca cominciò a correre a caso da tutte le parti ma l‭’‬orizzonte non sembrava avvicinarsi o allontanarsi.‭ ‬In effetti non poteva giudicarlo‭ ‬perché non vi era un orizzonte.‭ ‬La luce era sempre della stessa intensità ovunque andasse.‭ ‬Avrebbe dovuto percepire delle differenze mentre il sole percorreva la sua orbita in cielo,‭ ‬lui non poteva‭ ‬vederlo ma la luce doveva comunque cambiare.
Invece non aveva notato nulla di tutto questo,‭ ‬la tenue luce che rischiarava solo pochi metri di spazio intorno a lui era sempre identica,‭ ‬grigia e incolore…‭ “‬Ma che diavolo…‭”‬ si stupì di notare solo ora che guardandosi non riusciva a scorgere colori,‭ ‬anche i suoi abiti e la sua pelle erano tutti tendenti al grigio.‭ ‬Come era possibile‭ ? ‬Che i suoi occhi come le orecchie fossero in qualche modo stati danneggiati o erano malati‭ ? ‬Ma come era accaduto‭ ? “‬No‭”‬ rifletté‭ “‬doveva essere colpa di questo posto‭”‬,‭ “‬in qualche modo assorbiva i colori‭ ‬ed il suono.‭”‬.‭ “‬Si‭”‬ soddisfatto della sua intuizione continuò‭ “‬qui c’è qualcosa che assorbe o che soffoca le onde sonore e lo spettro della luce visibile‭”‬ si disse trionfante di avere trovato la soluzione.‭ “‬Il‭ ‬fenomeno non poteva essere naturale‭”‬,‭ ‬non aveva mai sentito di luoghi simili,‭ “‬doveva essere per forza artificiale.‭”‬,‭ “‬Ho capito‭”‬ pensò illuminandosi in volto‭ “‬mi trovo in una camera di privazione sensoriale‭”‬,‭ ‬doveva essere l‭’‬unica spiegazione.‭ “‬Ma‭ ‬perché era stato messo in quel posto,‭ ‬chi aveva interesse a tenercelo e‭ ‬perché‭?”‬.‭ ‬Queste domande per il momento non avevano risposta.‭ ‬Di colpo d‭’‬improvviso un tremendo rombo assordante,‭ ‬quasi fisico si‭ ‬abbatté su di lui come un maglio,‭ ‬talmente possente da schiacciarlo e‭ ‬costringerlo ad inginocchiarsi a terra coprendosi con le mani le orecchie.‭ ‬Sembrava quasi una frenata o un grido di donna,‭ ‬stridulo come le unghie su una lavagna ma ad un volume altissimo come il motore di un jet.‭ ‬Durò solo un paio di secondi ma lo lasciò stordito e tremante dallo spavento.‭ ‬Non aveva mai udito un suono così agghiacciante in tutta la sua vita.‭ ‬Si guardò attorno con sguardo‭ ‬terrorizzato e il fiatone provando a rialzarsi lentamente in piedi,‭ ‬ma era ancora barcollante e con la testa frastornata.‭ ‬Non riuscì a capire da dove provenisse quel suono agghiacciante,‭ ‬sembrava dall‭’‬alto dietro di lui.‭ “‬Come era possibile‭ ? ‬Non poteva udire alcun suono eppure questo lo aveva udito‭“‬.‭ ‬Era come se lo avessero colpito con una mazza.‭ “‬Poteva essere un tipo di arma sonica‭ ? ‬Era forse diventato il‭ ‬bersaglio umano per testare delle nuove armi‭ ? ‬Ecco‭ ‬perché l‭’‬ambiente era fonoassorbente,‭ ‬dovevano analizzare il funzionamento della nuova arma.‭”‬ “Ma‭ ‬perché su di lui,‭ ‬a quale scopo‭ ?”‬.‭ “‬E se invece volessero solo torturarlo‭?”‬.‭ “‬Era tutto molto strano,‭ ‬troppo strano,‭ ‬non riusciva a capirci nulla‭”‬.‭ ‬In quel momento fu consapevole che forse poteva anche non farcela ad uscire da quella assurda situazione.‭ ‬Decise di continuare a muoversi nella speranza di trovare qualcosa,‭ ‬qualsiasi cosa ma quel terribile suono‭ ‬ancora gli martellava la testa.‭ ‬Vagava sperduto verso un orizzonte immobile e dopo un tempo indefinito decise di fermarsi,‭ ‬nulla cambiava del triste e grigio panorama attorno a lui.‭ “‬Se mi trovo all‭’‬interno di un luogo chiuso doveva essere colossale,‭ ‬estendersi per molti chilometri‭”‬ pensò.‭ “‬Tutto questo era senza senso‭”‬.‭ ‬Ora la vera paura lo attanagliò allo stomaco,‭ ‬erano passate probabilmente diverse ore e non era riuscito a giungere a nessuna conclusione.‭ “‬Cosa poteva fare‭ ?”‬.‭ ‬Si sedette nuovamente a terra con la testa appoggiata alle ginocchia.‭ ‬Una‭ ‬lacrima scivolò sul suo volto teso,‭ ‬temeva di non farcela a rivedere…‭ “‬Chi‭ ?”‬,‭ “‬chi non avrebbe più rivisto‭ ?”‬.‭ ‬Si stupì un istante di non ricordare di chi avrebbe sentito la mancanza,‭ ‬era sicuro che ci fosse qualcuno legato a lui ma non riusciva a ricordare.‭ ‬Ci pensò su ancora qualche istante ma senza successo.‭ “‬Mi tornerà in mente,‭ ‬ora sono stanco e spaventato‭”‬ si consolò mentalmente,‭ ‬ma non ne era veramente sicuro.‭ ‬Aveva ancora la testa appoggiata alle ginocchia quando di nuovo senza preavviso il rumore assordante lo colpì alla testa da dietro.‭ ‬Questa volta nonostante il boato di fondo riuscì a cogliere un frammento di parola‭ “‬…erdiamo…‭”‬ anche se non capì se era una voce maschile o femminile.‭ ‬Sembrava quasi una parola da una frase urlata ma il frastuono confondeva ogni cosa.‭ ‬Gli ci volle qualche istante per riprendersi ma meno della prima volta.‭ ‬Con la testa che gli ronzava si alzò nuovamente in piedi per cercare di vedere qualcosa verso l‭’‬alto,‭ ‬dalla direzione da cui proveniva il boato,‭ ‬ma anche stavolta senza riuscire a notare nulla.‭ ‬Deluso e amareggiato cercò di concentrarsi su quanto aveva udito o pensava di avere udito‭ “‬…erdiamo…‭”‬,‭ “‬cosa potrebbe significare‭ ?”‬.‭ ‬Non riusciva a cogliere il senso di quella parte di parola,‭ ‬sempre che la avesse udita correttamente o che se la ricordasse correttamente.‭ ‬Era tutto molto‭ ‬nebuloso e nel suo stato attuale poteva benissimo avere capito male.‭ ‬Ad ogni modo continuò a pensarci su ma non riusciva a dare un senso compiuto alla parola.‭ ‬Non aveva molto senso,‭ ‬perché un suono di una intensità da farti barcollare‭ ‬doveva‭ ‬assomigliare alla parola‭ “‬…‭ ‬che parola era‭?‬”.‭ ‬Sempre più confuso decise di‭ ‬riprendere a fare quello che faceva prima.‭ “‬Si,‭ ‬ma cosa stavo facendo prima‭ ?”‬.‭ ‬Cercò di concentrarsi sugli istanti precedenti‭ ‬al suono‭ ‬ma non riusciva a‭ ‬ricordare cosa stesse facendo.‭ “‬Se non me lo ricordo non doveva essere così importante‭”‬ si giustificò.‭ ‬Si guardò intorno e notò che l‭’‬ambiente era rischiarato debolmente per pochi metri attorno a lui da una luce grigia e cinerea.‭ “‬Mi sembra che sia tutto a posto‭”‬ pensò tra‭ ‬sé.‭ ‬Guardò verso il terreno e solo in quel momento si accorse di non vedere la sua stessa ombra.‭ ‬Non si stupì più di tanto e‭ra del tutto normale e ‬decise di sdraiarsi a terra per riposarsi anche se non si sentiva affatto stanco o affamato.‭ ‬Poi‭ ‬chiuse gli occhi.‭

Il grafico sul monitor‭ ‬disegnò un ultimo‭ ‬balzo‭ ‬luminoso e poi si stabilizzò su una linea piatta.‭ “‬E‭’‬ andato,‭ ‬lo abbiamo perso‭”‬ annunciò il chirurgo mentre estraeva le mani dall‭’‬addome dell’uomo.‭ “‬Ora del decesso‭ ‬10:52,‭ ‬paziente sig.‭ ‬John Willoby,‭ ‬età‭ ‬60‭ ‬anni,‭ ‬incidente automobilistico‭…‬”,‭ “‬Causa del decesso,‭ ‬vasta emorragia interna dovuta a‭ ‬lesioni multiorgano e al cranio nell‭’‬area occipitale destra in conseguenza di schiacciamento‭”‬.‭ ‬Si mosse verso la porta di uscita dalla sala operatoria‭ “‬Lascio a voi terminare le procedure signori‭”‬,‭ ‬disse il chirurgo sfilandosi i guanti insanguinati e dirigendosi verso il bagno di servizio.‭ ‬Gli assistenti si scambiarono un cenno di assenso e cominciarono a richiudere con lo sguardo triste.‭

John Willoby aprì gli occhi‭ ‬e si sollevò da terra.‭ ‬Vedeva la solita‭ ‬rassicurante luce grigia‭ ‬che‭ ‬rischiarava‭ ‬l‭’‬ambiente.‭ ‬Tutto‭ ‬era‭ ‬a‭ ‬posto,‭ ‬si sentiva‭ ‬bene,‭ ‬protetto e soddisfatto,‭ ‬nulla lo preoccupava.‭ ‬John Willoby‭ ‬fece un‭ ‬gran‭ ‬sorriso,‭ ‬si trovava dove doveva essere e dove sarebbe sempre stato.