
Field Zero · by Orbital Protocol · Rubrica SEGNALI · \#15 · Uscita: 29 giugno 2026
SEGNALI
La fine dei segreti
C’è un problema matematico che si chiama fattorizzazione dei grandi numeri. Si tratta di trovare i fattori primi di un numero molto grande — un’operazione che per un computer classico richiede, con numeri abbastanza grandi, più tempo di quanto sia trascorso dall’inizio dell’universo. Su questa difficoltà computazionale è costruita la crittografia moderna: le tue email, i tuoi dati bancari, le comunicazioni diplomatiche, i segreti militari. Tutto è protetto dal fatto che rompere quella matematica richiederebbe un tempo astronomico.
Un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe farlo in ore. In minuti.
IBM ha annunciato che il 2026 segna il primo anno in cui un computer quantistico dimostra il cosiddetto quantum advantage su problemi reali — non su benchmark artificiali ma su problemi con applicazioni concrete. Il percorso verso un computer quantistico abbastanza potente da violare la crittografia attuale è ancora lungo, ma la direzione è chiara e gli investimenti sono massicci. Le agenzie di intelligence di mezzo mondo lo sanno da anni, e stanno già raccogliendo dati cifrati oggi nella speranza di decifrarli domani — una pratica che i crittografi chiamano harvest now, decrypt later.
Il momento in cui un computer quantistico abbastanza potente diventerà operativo non sarà annunciato con un comunicato stampa. Sarà, quasi certamente, un segreto. Chi ci arriverà per primo — un governo, un’azienda privata, un’intelligence agency — avrà nell’intervallo tra la scoperta e la diffusione pubblica una finestra in cui può leggere qualsiasi comunicazione cifrata nel mondo. Tutte le email, tutti i messaggi, tutti i file. Per ore, giorni, forse settimane, prima che il mondo si accorga che la crittografia è rotta e cominci a adottare quella post-quantistica.
Non è la crittografia che potrebbe finire. È l’illusione che i nostri segreti siano custoditi da qualcosa di più della difficoltà temporanea di rompere una matematica.
La crittografia post-quantistica esiste già — algoritmi progettati per resistere anche ai computer quantistici. Il NIST americano ha standardizzato i primi nel 2024. La transizione è in corso, ma è lenta, costosa e frammentaria. Miliardi di dispositivi nel mondo usano ancora crittografia classica. Aggiornarli tutti richiederà anni.
In quell’intervallo — tra il momento in cui il quantum computing maturo diventa operativo e il momento in cui la transizione post-quantistica è completata — c’è una finestra di vulnerabilità sistemica che non ha precedenti nella storia delle comunicazioni.
La fantascienza ha esplorato molte volte il tema della sorveglianza totale. Quasi sempre come scelta politica — uno stato che decide di spiare i propri cittadini. Quella narrativa presuppone un atto di volontà, un’autorità che esercita un potere.
Quello che si avvicina è diverso. Non è una scelta politica. È una transizione tecnica che produce, come effetto collaterale, una finestra in cui la privacy privata cessa di essere tecnicamente garantita — indipendentemente dalle intenzioni di chiunque. Un momento in cui i segreti di ieri potrebbero diventare pubblici non perché qualcuno li ha rubati, ma perché la matematica che li proteggeva ha smesso di funzionare.
Il thriller che manca alla letteratura speculativa italiana è quello ambientato nel giorno in cui qualcuno scopre che la crittografia è rotta — e deve decidere cosa fare nelle ore prima che il mondo lo sappia.
Field Zero è la newsletter di Orbital Protocol — l’accademia italiana di scrittura di fantascienza.
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